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Visualizzazione dei post da settembre 1, 2013

Tempus fugit: Ian Curtis (1956 – 1980)

“Essi non vivono; ma sono vissuti.” (O. Wirth)


Ci sono momenti di pausa come coltellate che lacerano il drappo del dolore.
Ci sono le sabbie mobili dell’amore, quell’amore che ci strazierà ancora una volta.
Ci sono fantasmi che vendono a buon mercato ricordi di Ian Curtis.
Come se il suicidio non fosse quotidiano.
Finchè riusciamo ad ascoltare il futuro come preludio alla sinfonia che abbiamo nel cuore, ne tolleriamo anche le dissonanze.
Da dove viene il ritmo che guida la danza?
Un ideale di vita.
Ci sono persone che non riusciranno mai a uscire dall’inferno della loro mente.
Ian Curtis si è impiccato nella cucina di casa sua il 18 maggio del 1980. All’alba di una nuova alba che sta per svanire.
Dall’altra parte della strada, una casa. Grigia.
La paralisi dell’inizio. Questa è la crisi che sapevo sarebbe arrivata.
Buttare lo sguardo qua e là per cogliere dettagli, particolari.
Bel cielo azzurro che sfuma nel bianco che sfuma nel grigio. Macclesfield.
Quietati, cuore. Tra poco, tra poco sarà finita…